Continuiamo il nostro viaggio nella scienza dei prodotti da forno che sono bolliti prima di essere infornati. Qui abbiamo visto il segreto della bollitura e per ottenere una crosta ben colorita e croccante.

Un’altra classica ricetta che prevede la bollitura dell’impasto è quella dei taralli pugliesi. Il tarallo è un pane secco friabile. Ci sono tante ricette e non saprei neppure dirvi qual è quella “originale” io comunque ho fatto questa:

1000 g di farina tipo 00

Ingredienti

300 g di vino bianco secco

250 g di olio extra vergine di oliva

30 g di sale fino

Aromi

Ho preparato quattro tipi di taralli variamente aromatizzati.

Mix pepe: pepe verde, pepe nero, pepe bianco e pepe di Suchan

Peperonciono e paprica

Timo, maggiorana e rosmarino

Semi di finocchio

Procedimento

Impastare farina, sale e aromi con il vino e l’olio fino ad ottenere una pasta omogenea.

Far riposare per circa un’ora.

Ricavare dalla pasta dei bastoncini lunghi 8-10 cm e con diametro di circa 1 cm. Dategli al forma ad anello.

Bollite i taralli in acqua bollente per circa 3 minuti.

Ritirare i taralli con una schiumarola e fateli asciugare su un canovaccio pulito.

Disponete i taralli su una teglia foderata di carta forno e fate cuocere a 190°C per 10 minuti e poi a 160°C per 20-25 minuti fino a quando non avranno raggiunto un bel colore dorato uniforme.

 

 

Filippo

“Siciliano per nascita, Scienziato per passione e Cuoco per necessità”. Mi chiamo Filippo Cangialosi e sono di Palermo dove vivo e lavoro dopo aver girato per il mondo e l’Italia nelle mie molteplici attività ed interessi. La scienza è la mia passione, amo il buon cibo e considero la cucina di casa un laboratorio. Per necessità … di sopravvivenza, mi occupo di cibo da quando sono nato, cucino almeno due volte al giorno non solo con lo scopo di preparare qualcosa di commestibile, ma anche per capire quello che avviene in cucina.

Filippo has 217 posts and counting. See all posts by Filippo

3 pensieri riguardo “Taralli pugliesi

  • Pingback:Le ricette “molecolari” delle feste « InnovIdea

  • 12 Dicembre 2017 in 23:16
    Permalink

    Visto che il tarallo e’ un pane friabile, le farine migliori son quelle senza glutine e l’impasto va lavorato il meno possibile giusto?

    Risposta
    • 15 Dicembre 2017 in 14:34
      Permalink

      Ciao,
      grazie per la domanda. Sicuramente è meglio utilizzare una farina di forza medio-bassa (170-200W) e lavorarle il giusto per ottenere una buona struttura glutinica, che dopo la cottura darà la consistenza/struttura al tarallo. La struttura del tarallo è si friabile, ma anche croccante, quindi la struttura che cerchiamo non è tanto quella della frolla, ma quella dei pani duri. Peraltro nella frolla c’è molto più grasso.

      Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *