Quando il cittadino indirizza lo scienziato

Come coinvolgere i cittadini nei processi di decisione che riguardano la scienza? Che cosa un cittadino deve conoscere della scienza? Può un cittadino commissionare una ricerca scientifica?Abbiamo girato queste ed altre domande a Filippo Cangialosi, Presidente dell’Associazione InnovIdea – Associazione per la cultura scientifica, tecnologica e dell’innovazione.

Come nasce l’idea di costituire un’associazione che si occupa di divulgazione scientifica?

In un recente articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore si legge che “La preparazione scientifica degli italiani fatica a tenere il passo con gli sviluppi sempre più rapidi della scienza”. La metà degli italiani, davanti a temi di grande attualità come la genetica e i cambiamenti climatici – e il loro inevitabile intreccio con questioni di tipo etico, politico e giuridico – ritiene che la propria preparazione personale sia appena sufficiente per seguire i più importanti dibattiti sulla scienza.

Questi dati sono sufficienti per convincersi che la scienza non è solo degli scienziati e per gli scienziati! Le implicazioni sociali della ricerca e delle sue applicazioni nella vita di ogni giorno ci riguardano tutti.

Cosa si propone InnovIdea?

InnovIdea è un’associazione il cui scopo è condividere la cultura scientifica, tecnologica e dell’innovazione con la società civile. In altre parole, ci proponiamo di essere un soggetto indipendente e competente in grado di promuovere il dialogo tra scienza e società e stimolare il coinvolgimento della società civile negli argomenti di ricerca di interesse locale, la cosiddetta “ricerca basata sulle esigenze della comunità” o “ricerca partecipata”. InnovIdea opera come un Science Shop (negozio della scienza.

Cosa intende per Science Shop?

I Science Shop, o negozi della scienza, sono organizzazioni indipendenti che offrono a gruppi di cittadini accesso alla conoscenza, alla ricerca scientifica e tecnologica gratuitamente o a basso costo, per aiutarli in un processo di miglioramento sociale ed ambientale. InnovIdea è il sesto Science Shop che nasce in Italia ed il primo da Napoli in giù.

Ci può fare un esempio di ricerca indirizzata dalla comunità dei cittadini?

Basti pensare a quello che sta succedendo in Campania con il problema dei rifiuti. Problema, peraltro, che ha interessato e interessa anche il nostro territorio. Nessuno vuole la discarica o l’impianto di trattamento dei rifiuti. Tutti hanno dei “dati” che dimostrano l’inadeguatezza del proprio territorio per localizzare l’impianto. E allora cosa si fa? Lo si sposta di qualche chilometro nel territorio del vicino. L’approccio corretto potrebbe essere quello di costituire un comitato tecno-scientifico a cui partecipano i cittadini, gli enti locali e gli esperti per valutare in maniera indipendente e scientifica tutti i “dati” a disposizione; se i dati, poi, non sono sufficienti si può portare avanti una ricerca specifica per rispondere alle domande dei cittadini: “l’impianto inquina?”, “quanto inquina”, “la mia salute è a rischio”, “in quale territorio i rischi saranno minori?”.

Ing. Cangialosi, ma lei ritiene che il cittadino possa facilmente essere avvicinato ai problemi della scienza?

Ovviamente il percorso non è facile, ma lo affronteremo in maniera coinvolgente e divertente. Organizzeremo eventi di divulgazione scientifica per la quale ci si avvarrà di vari metodi: festival della scienza, la giocoleria, il teatro scientifico, mostre e allestimenti interattivi.

Qual è il prossimo impegno di InnovIdea?

Dare alla Sicilia un Festival della Scienza sul modello di quello che ormai da alcuni anni si fa a Genova, Bergamo, Perugia o Roma, solo per citare i più noti.

Filippo

“Siciliano per nascita, Scienziato per passione e Cuoco per necessità”. Mi chiamo Filippo Cangialosi e sono di Palermo dove vivo e lavoro dopo aver girato per il mondo e l’Italia nelle mie molteplici attività ed interessi. La scienza è la mia passione, amo il buon cibo e considero la cucina di casa un laboratorio. Per necessità … di sopravvivenza, mi occupo di cibo da quando sono nato, cucino almeno due volte al giorno non solo con lo scopo di preparare qualcosa di commestibile, ma anche per capire quello che avviene in cucina.

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